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Vaccino Pfizer, all’Abruzzo 25.480 dosi: di meno solo in altre 5 regioni. Lombardia 305mila

L’Aquila. Sono 25.480 le dosi del vaccino anti-Covid di Pfizer e BioNTech  che l’Abruzzo riceverà nella prima tranche destinata all’Italia. La Lombardia la Regione che riceverà il maggior numero di dosi, il cui numero complessivo è di 1,83 milioni. Secondo quanto previsto dal documento messo a punto dal commissario all’emergenza Domenico Arcuri e discusso oggi 16 dicembre da Stato e Regioni, la Lombardia disporrà di 304.955 dosi. Ecco i dati Regione per Regione: Abruzzo 25.480; Basilicata 19.455; Calabria 53.131; Campania 135.890; Emilia Romagna 183.138; Friuli Venezia Giulia 50.094; Lazio 179.818; Liguria 60.142; Lombardia 304.955; Marche 37.872; Molise 9.294; PA Bolzano 27.521; PA Trento 18.659; Piemonte 170.995; Puglia 94.526; Sardegna 33.801; Sicilia 129.047; Toscana 116.240; Umbria 16.308; Valle d’Aosta 3.334; Veneto 164.278.

La ripartizione delle dosi non ha trovato d’accordo tutti i governatori, tanto che la Regione Campania – che disporrà di 135.890 dosi – nel corso della riunione odierna ha criticato un piano che “prevede evidenti e immotivati squilibri fra le quote destinate alle diverse Regioni”. La Campania, si legge nella nota, “ribadisce con forza il dissenso su questo modo di procedere e insisterà nella richiesta di commisurare il piano di attribuzione dei vaccini a criteri oggettivi, che evitino qualsiasi disparità di trattamento e deprecabili competizioni territoriali”.  Vaccine Day a fine anno, poi la campagna di vaccinazione di massa: Le primissime dosi, compatibilmente con il via libera dell’Agenzia del farmaco europea (Ema), atteso per il 21 dicembre, saranno somministrate nel Vaccine Day europeo, prima della fine dell’anno: sia il giorno sia la quantità di persone da vaccinare in quell’occasione restano da stabilire. Dopodiché, si legge in una nota, «verrà avviata la prima sessione della vaccinazione di massa, destinata alle categorie che il Governo e il Parlamento hanno stabilito essere prioritarie: operatori sanitari e sociosanitari, personale operante nei presidi ospedalieri, pubblici e privati, ospiti e personale delle residenze per anziani”.

In Italia, si legge nel documento, sono previsti al momento 294 punti di somministrazione del vaccino. Di questi, 222 risultano dotati delle celle ULT, ovvero i “frigoriferi” a temperature molto basse necessarie per conservare a -75 gradi i vaccini prodotti da Pfizer. Dopo il 7 gennaio, specifica il documento, saranno 289 i punti di somministrazione che ne saranno dotati. Sono ancora provvisori, invece, i dati riportati nel documento sul «personale medico ed infermieristico preposto alla somministrazione» del vaccino.