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Incidenza ambientale. La regione verde d’Europa rischia infrazione della Commissione Europea

L’Aquila. La Commissione Europea apre un’inchiesta e bacchetta duramente l’Italia e l’Abruzzo sulle norme relative alle procedure di Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca) chiedendo l’immediata introduzione di ben nuove 21 azioni in assenza delle quali sarà costretta ad aprire l’ennesima procedura d’infrazione. In questo caso la Commissione Europea è intervenuta lo scorso anno aprendo una procedura di pre-infrazione (EU-Pilot) dopo lago scannomolteplici esposti riguardanti la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale che bisogna svolgere per piani e progetti che possono incidere sulla naturalità dei preziosi Siti di Interesse Comunitari e sulle Zone di Protezione Speciale. Queste aree in Abruzzo coprono circa il 35% della superficie regionale; si parla della conservazione dell’Orso bruno, della Lontra, dell’Aquila reale e di decine di habitat rarissimi, cioè del patrimonio naturalistico che tutta l’Europa ci invidia. Nella lettera di fine marzo 2015 si può leggere che i servizi della Commissione hanno ritenuto che in Italia (e in Abruzzo) “vi sia un problema di natura sistematica nell’applicazione delle disposizioni della Direttiva Habitat”, ovvero quelli che impongono la Valutazione di Incidenza Ambientale. La Commissione Europea suggerisce ben 21 azioni da attuare velocemente. Tra queste: la pubblicazione sul sito web della comunicazione dell’avvio della Valutazione di Incidenza nonché dello studio di incidenza per assicurare la partecipazione del pubblico; redazione degli studi e valutazione dello stesso da parte di personale particolarmente qualificato; monitoraggio dell’attuazione delle prescrizioni. In caso di mancato adempimento la Commissione riterrà l’Italia inadempiente rispetto al diritto comunitario e aprirà di conseguenza una procedura d’infrazione che di solito si chiude con una condanna per lo Stato inadempiente. Da anni associazioni, movimenti e comitati denunciano in Abruzzo proprio tutte queste gravissime inadempienze e la lettera della Commissione sembra ricalcare praticamente uno dei tanti comunicati che in questi anni sono stati dedicato alla vicenda. Uno dei casi più eclatanti è quello della lottizzazione di Rocca di Mezzo, Piano della Madonna, dove la procedura di valutazione di incidenza non è stata in alcun modo pubblicizzata. O ancora lo svolgimento della delicata procedura di Valutazione di Incidenza, materia di specialisti,viene rimessa a comuni che molto spesso hanno a malapena il segretario comunale. E’ il caso di Opi  dove ilcomune procede con la Valutazione di Incidenza Ambientale su specie come l’orso e il lupo e rilasciare il parere finale, mentre l’ente Parco Nazionale d’Abruzzo viene solo sentito. In questi anni vi era stato un unico spiraglio di luce, sostengono gli ambientalisti, con la norma “Acerbo” sulle procedure di V.I.A., concordata con le associazioni, che era stata approvata tre anni fa dal Consiglio regionale e inserita nella legge di bilancio su proposta del Consigliere Maurizio Acerbo. Alla fine il provvedimento fu in larga parte congelato (rimasero in piedi solo i commi 1 e 2 su 14).