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Vandali prendono d’assalto il Dino Park di Avezzano, danneggiati i dinosauri e gli altri giochi

Avezzano. Hanno spaccato tutti i dinosauri, li hanno danneggiati e rovinati. E chissà se si riuscirà a ripararli. Gli atti vandalici sono stati compiuti al Dino Park di Avezzano, il nuovo parco giochi a tema realizzato nella zona nord della città.

Un parco che in questi giorni, per di più, è chiuso, così come vuole il decreto del governo emanato a contrasto della diffusione del coronavirus.

Il fatto deplorevole è stato “denunciato”  sui social da Luigi Abruzzo, rsu di LFoundry, candidato alle elezioni comunali di settembre, che ha chiesto di aiutarlo a trovare i colpevoli.

“Il dinopark, è un parco per bambini e questi atti vandalici meritano tolleranza zero”, hascritto Abruzzo, “ci stiamo adoperando per rintracciare questi delinquenti. Sono gradite testimonianze ovviamente in privato”.

Il parco, realizzato dall’amministrazione di Gabriele De Angelis, grazie alla donazione dei dinosauri dell’imprenditore Berto Savina, avrebbe dovuto riqualificare un’area priva di attrazioni e più di una volta era stato lanciato l’invito ai cittadini di prendersene cura e di non lasciarlo alla mercè dei vandali.

“Non ci sono parole, la Città non è governata da un anno e mezzo e questo è il risultato”, il commento dell’ex assessore all’Ambiente Crescenzo Presutti, “un parco giochi per i bambini preso d’assalto da vandali. In ogni luogo della città purtroppo assistiamo sovente a scene deplorevoli, danneggiamenti, sporcizia e degrado. Certi gesti disvelano una evidente frustrazione, un disagio collettivo di una società gravemente malata. Che ha rinunciato ad educare, visto che le scuole sono chiuse pressoché da mesi, e tollera questi gesti con desolante indifferenza. Basta guardarsi intorno”.

Per l’inaugurazione era stato lanciato anche un concorso tra tutti gli alunni delle scuole della città, per trovare un nome all’opera che si spera presto possa tornare nella disponibilità di tutti i bambini. Per il montaggio dei dinosauri, riprodotti in grandezza naturale e spediti direttamente dalla Cina,  in città arrivarono anche dei tecnici cinesi, della casa produttrice.