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Vendita LFoundry, Fiom e Fismic: aspettiamo di vedere il piano industriale. Arriva ad Avezzano Gareeb, ceo di Jiangsu

Avezzano. Sono insoddisfatti e preoccupati i rappresentanti di Fiom – Cgil e Fismic sul futuro di LFoundry.

Ieri hanno incontrato nella sede di Confindustria L’Aquila la direzione aziendale LFoundry, rappresentata dal HR&Corporate affairs VP Fabrizio Famà, che ha comunicato alla rsu di stabilimento e alle organizzazioni sindacali di categoria, provinciali e territoriali, quanto nei giorni scorsi è stato reso noto ai dipendenti durante gli incontri aziendali circa la raggiunta intesa per la vendita dello stabilimento (70% + 30%) alla compagnia cinese denominata Jiangsu Cas – Igbt Technology Co., Ltd come già raccontato da MarsicaLive. Intanto in settimana è atteso l’arrivo di Nabeel Gareeb amministratore delegato di Jiangsu Cas-Igbt Technology Co ad Avezzano.

La preoccupazione della Fiom – Cgil per la cessione di LFoundry ai cinesi di Jiangsu Cas

“La procedura, avviata con la firma del documento preliminare il 29 marzo, si concluderà a fine giugno. L’azienda acquirente, che si configura come IDM (azienda che realizza l’intera catena di produzione, dalla progettazione alla realizzazione di moduli finiti), si occupa di dispositivi di potenza (in tecnologia IGBT) e quello di LFoundry sarebbe il primo stabilimento di proprietà”, hanno commentato da Fiom – Cgil, “l’illustrazione relativa al mercato di riferimento della Jiangsu non poteva che avere il solo carattere espositivo delle potenzialità del settore, in quanto solo la nuova proprietà potrà rendere note le strategie industriali che intende perseguire con l’acquisizione dello stabilimento di Avezzano.

Di fatto, poichè la vendita si concretizzerà il 28 giugno (se tutto andrà secondo i piani), nulla, ad oggi, può essere dato per certo circa il mix di prodotti e le quantità in gioco che si intende mettere in linea, soprattutto perché non è chiaro cosa accadrà con i prodotti dell’attuale principale cliente, ON semicoductor. Fortunatamente la direzione ha tenuto a sottolineare il fatto che, come garantito in un incontro tra le sole società e rappresentanti del ministero dello Sviluppo Economico, non esiste un problema
occupazionale; detto ciò non si può fare a meno di chiedersi come mai questa operazione così importante e con tali garanzie in premessa debba avvalersi di un ammortizzatore sociale così lungo e quanto questo strumento sia stato utilizzato in modo prematuro e non parsimonioso.

Inoltre,  a detta della direzione aziendale, al momento né è stata discussa la necessità di avere garanzie  vincolanti di permanenza sul territorio della nuova società né è stato sviluppato un capitolo investimenti, pertanto rimane cruciale l’incontro al MISE che, avendo già avuto contatti con la nuova proprietà, è chiamato a giocare un ruolo di garanzia rispetto ai citati argomenti (permanenza nel territorio, mantenimento dei livelli occupazionali nel  lungo termine, investimenti, mantenimento del valore aggiunto del livello tecnologico attualmente espresso). Appare chiaro che l’incontro al MISE potrà portare valore aggiunto  se il confronto si avrà con la nuova proprietà e se in quella sede si entrerà nel merito degli aspetti industriali, vera garanzia per i dipendenti”.

“Siamo insoddisfatti del vertice a Confindustria perché non c’è stato presentato un piano industriale e non c’è stata data alcuna garanzia per i livelli occupazionali”, ha commentato Roberto Di Francesco (Fiom – Cgil), “continuano a dire che non ci saranno licenziamenti ma le persone che andranno in pensione verranno rimpiazzate? E i precari come verranno gestiti? Nessuno ci ha dato risposte in merito anche perché i dirigenti che hanno preso parte all’incontro sono stati delegittimati dagli eventi. Per questo chiediamo un confronto al ministero”.

I dubbi di Fismic sui livelli occupazionali in LFoundry

“Fino a maggio 2020, grazie ai contratti di solidarietà non ci saranno esuberi”, ha evidenziato Luigi Abruzzo (Fismic) ponendo l’accento su un tema importante già illustrato da MarsicaLive, “sta per iniziare una fase delicata e complessa per il nostro sito. Arriverà una nuova produzione per un settore nuovo ma in forte sviluppo in Cina e nei mercati europei che potrà continuare a garantire i livelli occupazionali attuali. Per quanto riguarda il software Famà ci ha illustrato gli sviluppi ma noi rimaniamo cauti e vigili sulla buona riuscita della migrazione e del suo funzionamento”