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Vertenza Atr di Colonnella, tuonano i sindacati: per 150 lavoratori tre stipendi arretrati da pagare

Al via la seconda settimana di sciopero e di presidio davanti ai cancelli della fabbrica

Teramo. Per i 150 lavoratori dell’Atr di Colonnella si apre la seconda settimana di sciopero e di presidio davanti i cancelli della fabbrica. E se lo sciopero proseguirà ad oltranza, fino al pagamento degli arretrati, Fim Cils, Fiom Cgil e Uilm Uil fanno sapere che “si stanno organizzando altre, e più forti, iniziative di lotta sindacale”. Per i sindacati di categoria i lavoratori sarebbero ormai “ostaggi della gestione di Antonio Di Murro, presidente e proprietario dell’azienda, che non offre nessuna prospettiva per il presente e per il futuro”. Nella nota Cgil, Cisl e Uil ricordano la difficile situazione dei lavoratori, che ad oggi contano tre stipendi arretrati: quelli di luglio, dicembre e gennaio.

“Vivere con tre stipendi arretrati è difficile, per molti impossibile, con conseguenze pesantissime che ci parlano di mutui non pagati, difficoltà per fare la spesa e il rifornimento alle auto, impossibilità di pagare bollette e spese scolastiche per i figli”, scrivono i sindacati, “per questo è necessario che le istituzioni, a partire dalla Prefettura di Teramo, attivino con urgenza tutte le iniziative possibili affinché le promesse di Di Murro, finora mai mantenute, diventino fatti concreti”. Un’incertezza che per Fiom Cgil, Fim Cisl e Uila Uil sarebbe resa “devastante anche dalle notizie che arrivano dai clienti dell’Atr a cui la proprietà continua a rappresentare una situazione di tranquilla ordinarietà che, oltre ad essere offensiva per chi da 8 giorni è costantemente davanti l’azienda, rende surreale la situazione”. Nella nota, infine, i sindacati denunciano anche l’assenza della politica locale di fronte alla principale vertenza del territorio.

“Ci sarebbe piaciuto vedere al fianco dei lavoratori la politica locale, gli amministratori, i sindaci della vallata abruzzese e marchigiana”, concludono Cgil, Cisl e Uil, “ma, a parte rare eccezioni, tutto ciò non è avvenuto. Non sarà certo questo a fermarci: la consapevolezza di essere nel giusto e la tanta solidarietà raccolta da altri lavoratori, delegati sindacali, associazioni di cittadini, dà a tutte e tutti la forza per resistere”.