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Viaggio nelle carceri abruzzesi. Celle affollate, tre metri a detenuto e latrine aperte

L’Aquila. Uno studio condotto dagli osservatori dell’associazione regionale Antigone ha rivelato che le carceri abruzzesi sono sovraffollate e ciò minaccia la dignità dei detenuti. Il presidente regionale di Antigone, Salvatore Braghini, insieme agli osservatori Claudia Sansone e Renzo Lancia, accreditati dal Ministero di Giustizia, ha svolto un’indagine sulle condizioni dei detenuti verificando il sovraffollamento delle strutture, le dimensioni delle celle, le condizioni igienico-sanitarie, l’alimentazione e l’accesso al culto. In particolare sono state visitate tutte le strutture circondariali della Regione, ad eccezione di quella dell’Aquila, inaccessibile in quanto “carcere speciale” in virtù del regime del 41bis. “Abbiamo parlato con i detenuti”, spiega Braghini, “e raccolto le loro confidenze. Tutti i dati presto saranno resi pubblici”. Sicuramente rispetto a qualche anno fa la situazione sembra migliorare, ma le condizioni dei detenuti nelle celle sono ai limiti dei parametri europei (tre metri quadrati calpestabili a recluso). Tabella dati carceri abruzzesi AntigoneDallo studio emergono inoltre tanti casi di autolesionismo, di scioperi della fame e di patologie psichiatriche che richiedono assistenza. La situazione più allarmante è quella del carcere di Sulmona, dove si sta costruendo un altro blocco per duecento posti, seguito poi da Teramo. Le celle presentano arredi usurati, senza doccia interna e con bagni senza privacy. Diversamente da quanto si possa immaginare, la percentuale di stranieri è molto bassa ad eccezione del carcere di Avezzano dove i detenuti stranieri sono il 30 per cento. Un altro problema sollevato dallo studio è quello della carenza di personale penitenziario. Adeguata invece l’assistenza sanitaria con visite specialistiche di ogni tipo, anche odontoiatriche, e senza particolari tempi di attesa. Tuttavia è nel carcere di Teramo che vengono trasferiti troppi detenuti bisognosi di cure psichiatriche, con strutture totalmente inadeguate per i detenuti disabili. I tossicodipendenti  e gli alcolisti sono tra  il 20 e il 30 per cento della popolazione detenuta, con una percentuale che arriva a toccare il 50 a Vasto.  In particolare il carcere più affollato è quello di Sulmona con due sezioni di alta sicurezza. In tutte le sezioni sono presenti due detenuti per cella salvo i casi di isolamento e si riscontra un alto numero di detenuti con patologie psichiatriche: ben 234, pari al 50 per cento. Tra i detenuti presenti otto disabili che andrebbero inviati in centri dedicati. Sono stati evidenziati 23 scioperi della fame. La situazione è difficile anche nel carcere di Teramo, con 87 detenuti in alta sicurezza e 40 donne, di cui due con figli sotto i 3 anni. Qui sono emersi ben 190 episodi di autolesionismo, 166 scioperi della fame e cinque suicidi negli ultimi tre anni. Il 40 per cento dei detenuti ha bisogno di un’assistenza psichiatrica, mentre otto detenuti disabili non ricevono assistenza adeguata per carenze di strutture. A Vasto ci sono 123 internati colpiti da misure di sicurezza da scontare in carcere in quanto dichiarati socialmente pericolosi. I soggetti detenuti invece sono solo 27. Quasi metà della popolazione carceraria è tossico-alcoldipendente e negli ultimi 3 anni si sono verificati 18 casi si autolesionismo e 90 scioperi della fame. Il più virtuoso, se così si può dire, tra gli istituti penitenziari abruzzesi è quello di Pescara. Non c’è sovraffollamento e nonostante l’edificio risalga agli anni 60, alcuni ambienti sono stati ristrutturati e arredati con criteri estetici contemporanei. Le celle, con due detenuti, sono riscaldate con termosifone e dotate di bagno con doccia e acqua calda. Ci sono poi laboratori per la produzione di scarpe, per la creazione di riviste, per attività didattiche e informatiche. A Chieti ci sono quattro reparti, femminile, maschile media sicurezza, sex-offender (reati sessuali), reparto semiliberi. Negli ultimi tre anni ci sono stati solo sei casi di autolesionismo, un suicidio, e quattordici scioperi della fame. Le celle sono aperte in tutte le sezioni  per nove ore al giorno e sono garantite almeno sette ore di aria. A Lanciano, anche se le celle sono grandi, non vi sono docce all’interno e le finestre sono schermate con i punti luce sulle pareti e l’uso intensivo delle poche docce comuni genera grosse macchie di muffa negli ambienti. Quì sono stati evidenziati 145 scioperi della fame e 43 atti autolesionistici. Il carcere di Avezzano è stato ristrutturato interamente nel 2010 per cui anche se gli spazi non sono sufficienti quelli esistenti sono ben gestiti. Sono presenti due o tre detenuti per ogni camera, con un solo letto a castello. Il bagno è in un locale separato da un muro divisorio e all’interno c’è la doccia con acqua calda. Sono 32 gli episodi di autolesionismo con una tentata evasione nel 2013.