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Violenza sessuale nel bar su minore dopo la pasticca di ecstasy, ma il reato è prescritto: nessun colpevole

Avezzano. Era accusato di violenza sessuale compiuta all’interno di bar su un minorenne dopo che il ragazzino aveva assunto cocaina ed  ecstasy, ma il reato si prescrive. E’ finita così l’udienza davanti al tribunale di Avezzano che vedeva sotto accusa  un 49enne marsicano. Doveva rispondere di diversi reati tra cui quello di aver drogato, portato dentro al bar e abusato di un 17enne del paese.

Una vicenda durata 15 anni e che si conclude senza un colpevole. Il  reato è andato infatti prescritto. Alla base di ciò due questioni distinte. Da un lato le lungaggini processuali, dall’altro il fatto che il reato è stato derubricato e da violenza sessuale aggravata è stata esclusa l’aggravante della somministrazione di droga la ragazzino.  Altrimenti la prescrizione non sarebbe potuta essere applicata.

L’udienza, quella conclusiva, si è tenuta davanti al collegio del tribunale di Avezzano presieduto dal giudice Maurizio Sacco. Erano previste le discussioni finali per poi passare alla sentenza. Il pubblico ministero ha però evidenziato, prima di ciò,  che il reato di violenza sessuale non aggravata era ormai prescritto. L’imputato era accusato di diversi reati, tra cui quelli di spaccio e violenza privata. Per  la prima di queste accuse è arrivata  invece l’assoluzione.

Il fatto  risale al 2004 quando il minore presenta una denuncia, dopo aver detto tutto ai genitori. Racconta di essere stato portato all’interno del bar con il pretesto di fare uso di sostanze stupefacenti e alcol. Si trattava però, secondo l’accusa, solo di uno stratagemma per adescare e costringere il ragazzino ai rapporti sessuali. Così scattarono le indagini dei carabinieri che raccolsero la testimonianza del ragazzo e misero sotto inchiesta il titolare dell’attività. Nel giro di due anni ci fu il rinvio a giudizio e così iniziò un processo che tra rinvii e udienze saltate è durato fino a oggi per concludersi con un nulla di fatto.

La sostanza stupefacente, secondo quanto emerso dall’istruttoria,  non era stata somministrata subdolamente al fine di arrivare alla violenza, ma era stata assunta autonomamente dal giovane. Si trattava, secondo la tesi accusatoria, di tre dosi di cocaina e una di  ecstasy. Questo punto ha permesso di escludere l’aggravante e quindi di far scattare la prescrizione.

Dure reazioni da parte della parte civile. “L’onestà intellettuale vuole che venga preso atto della gravità di  certe prescrizione”, ha commentato subito dopo l’udienza l’avvocato della parte civile, Carla Vicini, “non c’è giustizia, perché si rende giustizia quando si assolve o quando si condanna e non certo quando si prescrive. Troppi reati in prescrizione, non ci sono giudici a sufficienza per la mole di lavoro che c’è nella Marsica”.