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Wwf soddisfatto per la decisione del Tar su Federcaccia, ma la Regione reinserisce 5 specie

Pescara. “Ancora una volta i giudici hanno bocciato le richieste di una parte del mondo venatorio. Il Tar ha ribadito che l’interesse alla tutela della vita della fauna protetta è superiore rispetto all’interesse dei cacciatori di esercitare il diritto di caccia per il solo fatto di aver corrisposto i relativi tributi. La Federcaccia in pratica ha ottenuto parziale soddisfazione per una sola delle richieste che aveva presentato ai giudici, mentre sono state respinte tutte le altre richieste che estendevano modi e tempi di caccia a danno della fauna e dell’ambiente”.

Lo rende noto il delegato regionale del Wwf Abruzzo, Luciano Di Tizio. Nota stonata, per gli ambientalisti, la decisione della Regione che ha reinserito 5 specie. “Rimane il rammarico – sottolinea il vicepresidente del Wwf Italia, Dante Caserta – sul fatto che la Regione Abruzzo abbia reinserito tra le specie cacciabili la canapiglia, codone, mestolone, moriglione e frullino. Invece di difendersi convintamente davanti a Tar, la Regione ha accolto preventivamente le richieste dei cacciatori”. In particolare, spiega il Wwf Abruzzo con ordinanza n. 222/2018 pubblicata l’11 ottobre scorso, i giudici del Tar Abruzzo sono intervenuti nuovamente sul calendario venatorio di quest’anno, stavolta a seguito di un ricorso di Federcaccia. Il Wwf si è costituito in opposizione a tale ricorso insieme alla Regione Abruzzo e all’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra).

I giudici hanno respinto le richieste cautelari di Federcaccia finalizzate ad aumentare i periodi di caccia per le specie quaglia, alzavola, fischione, folaga, gallinella d’acqua, germano reale, marzaiola, beccaccino e pavoncella, beccaccia, cesena, tordo bottaccio e tordo sassello. Federcaccia ha rinunciato invece alla domanda relativa al reinserimento nel calendario venatorio delle seguenti specie: canapiglia, codone, mestolone, moriglione e frullino perché nel frattempo la Regione Abruzzo aveva provveduto in tal senso autonomamente, senza aspettare il pronunciamento del Tar, spiega il Wwf.

“Grazie anche alla nostra opposizione – concludono i due esponenti del Wwf – è stato almeno impedito l’inserimento nel calendario venatorio delle specie moretta e combattente. Lavoreremo già da oggi affinché vengano nuovamente escluse dalla caccia tutte le specie oggetto del ricorso, in quanto molte di esse sono considerate specie in declino e presenti nella nostra regione con poche decine di individui”.