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Zes, Febbo e Sospiri: questa proposta è irrealizzabile, una pezza della maggioranza per rattoppare gli sbagli

L’Aquila. “Lo sviluppo in Abruzzo rallenta ancora a causa dei pasticci della maggioranza. Sull’istituzione della Zes (Zona economica speciale) arriva, in maniera tardiva, una pezza a colori per rattoppare una serie di sbagli commessi da un esecutivo regionale che naviga a vista e nella piu’ totale confusione”. Questo il commento dei Consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che aggiungono quanto segue: “Ad un anno e mezzo dal Decreto sulle ZES (D.L. 20/06/2017 n. 91) arriva l’annuncio, da parte della Regione, della sua istituzione attraverso l’Autorita’ portuale di Ancona rimescolando cosi’ per l’ennesima volta strategie e contenuti. Solo un paio di mesi fa abbiamo la dimostrazione di una maggioranza allo sbando dopo l’approvazione, il 7 agosto scorso, della delibera per aderire alla Zes con il Molise cinque giorni dopo che la stessa Regione Molise, tramite apposita delibera, aveva a sua volta deliberato l’accordo con la Puglia, tutto questo mentre l’assessore Paolucci invocava una Zes completamente regionale”.

“Adesso – continuano Febbo e Sospiri – la montagna ha partorito il topolino e cioe’ un documento, intitolato ‘Proposta di individuazione di una Zes’, dal quale non si evincono i presupposti, gli atti e quali accordi sono stati istituzionalizzati con l’Autorita’ portuale di Ancona. Oggi viene presentato un Piano che elenca tutti gli strumenti gia’ esistenti, fa una analisi del sistema dei trasporti ad essi collegati, riassembla il dossier sui corridoi della rete Ten-T. Tale elencazione, che ricomprende chiaramente anche la localizzazione degli interporti e degli assi collegati attraverso la elencazione dei Comuni interessati, alle facilitazioni economiche del 107 3c, insieme alla descrizione relativa alla fusione organizzativa e societaria dei consorzi industriali in cui sono concentrate le realta’ economiche, non risolve minimamente le questioni da noi poste che sono fondamentali per la creazione delle zone economiche speciali. E’ infatti indispensabile il riferimento ad un Hub portuale che possieda un millesimo del traffico merci europeo o attraverso un Hub portuale a servizio di due regioni. Dato che entrambi questi requisiti non esistono, senza fare cenno ad un eventuale accordo da fare con Ancona, si da’ per scontato che l’appartenenza di Ortona e Pescara al Dipartimento marittimo marchigiano consenta la formazione delle Zes. Cosa significa tutto cio’? Che le imprese abruzzesi porteranno tutte le merci ad Ancona? O che un porto abruzzese, come si era ipotizzato Vasto, diventi il nucleo merci ‘specialistico’ di Ancona e che quindi le stessi merci arriveranno in Abruzzo?”

“Ed in questa ultima ipotesi – proseguono i consiglieri – chi investe 140 milioni di euro per rifare il porto di Vasto? Nessuna risposta a queste domande viene data dal documento regionale! Nessuna! Anzi, ci si ripresenta con le aerofotogrammetrie di Vasto e con il progetto consegnato all’unione degli industriali prima di ripetere la stessa figuraccia fatta con la Regione Molise. In definitiva si concepiscono le Zes sostituendo al concetto di asse portuale quello di compartimento marittimo, che e’ indissolubilmente un concetto ‘amministrativo’ e non connesso all’Hub portuale inteso come ‘scalo marittimo’. Riassumendo, l’Abruzzo non ha un porto con le caratteristiche indicate dall’Europa e ribadite dal decreto sulle Zes, non ha accordi attualmente con altri porti, non ha uno scalo con i fondali per le portacontainers, e’ in procinto di fare riunioni con gli enti territoriali per decidere come distribuire gli ettari ancora da assegnare nel progetto e tutto cio’ in attesa che il Ministero indichi a livello nazionale quali dovrebbero essere le facilitazioni amministrative da concepire per le Zes. In definitiva si sta per chiedere agli enti locali cosa ‘mettono in campo’ o meglio, a cosa rinunciano per avere le Zes (tributi locali?)”.

“Inoltre, proseguono Febbo e Sospiri, nel piano presentato dal presidente Lolli e Di Pangrazio non troviamo dove reperire le risorse da destinare al porto di Vasto; vi e’ la invenzione di concepire Ortona e Pescara come parte integrante dello scalo di Ancona, non viene fatto nessun cenno al fatto che mai le merci di Ancona arriveranno qui (cosa che al contrario renderebbe concepibile una ‘specializzazione’ di Vasto come scalo commerciale del complesso ‘hub portuale’ di Ancona) e non si comprende cosa dovrebbe rispondere il governo. L’idea invece che viene fuori e’ ben diversa, ossia quella di fare una Zes a freddo, senza senso, e che nulla ha a che vedere con le finalita’ prospettate dal Decreto legge, come quelle di togliere merci dalla gomma per dirottarle sul mare riducendo costi e Co2”. “Pertanto – concludono Febbo e Sospiri – ci dispiace constatare come siano stati presi in giro gli imprenditori, ma prendiamo atto che il primo ad essere preso in giro e’ l’ambiente, visto che cosi’ come sta evolvendo la cosa, non vi sara’ una sola tonnellata risparmiata di Co2 ne’ un solo chilo di merci in piu’ dirottato dalla gomma su nave. E non comprendiamo come il Governo possa, con queste premesse, autorizzare una Zes con tali obiettivi e contenuti”.